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35 anni senza manicomi

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13 maggio 1973 veniva approvata la legge Basaglia

Giacomo Chiodini ha scritto un interessante articolo su un tema delicato e difficile.

Ho voluto contribuire a questa sua riflessione con un commento:

Innanzitutto voglio dire che sono contento che un giovane come Giacomo si occupi di questi problemi e ne faccia oggetto di iniziativa politica che ritengo efficace e che non debba restare confinata nell’ambito personale, per quanto incisivo, di un blog.
Ho avuto modo nella mia vita di partecipare, in parte, al dibattito regionale che su questi temi si è aperto da qualche anno. In Umbria infatti la storia della psichiatria che fa capo a Basaglia trova un momento di assoluto rilievo che trascende addirittura il piano nazionale.
Ritengo che il dibattito vada riaperto dalla politica perché ho avuto la personale impressione che sia necessario rimettere ordine fra le tante idee che ci sono. Chi ha fatto la storia della psichiatria Umbra ha ancora idee ed energie da impiegare, chi ha il compito di progettare il futuro ha bisogno di chiarirsi le idee e dire se queste energie devono essere sfruttate e/o valorizzate reimpiegandole in un nuovo progetto e sapercele convogliare.
La storia di per sé non produce soluzioni per il futuro e questo è un fatto, così come è anche vero che i mutamenti sociali repentini di questi anni hanno modificato il rapporto fra alienazione e società, fra equilibrio e pazzia. Questo rapporto è di tipo circolare e non è facile capire quale sia il capo e la coda e quindi la base di partenza.
L’Umbria tuttavia ha il dovere di sentirsi orgogliosa della sua storia in materia e rimettersi in gioco rilanciando una progettualità in un tema che è, forse come pochi altri, davvero dentro il cuore dei problemi dei cittadini.
La pazzia è come una siepe leopardiana fra la mente e la realtà, fra l’infinito e la vita pratica. Per i familiari dei malati è assai duro accettare di poter vedere e toccare i propri cari sapendo di averli perduti, chissà se per sempre. Le comunità regionale e cittadine devono fare di tutto per essere vicini a chi soffre di questo male che tormenta il paziente e i suoi familiari.

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