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Culture in tempo di crisi.

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Bellissimo l’articolo di Michele Serra sugli eroi poveri e brutti dell’America in crisi impersonati da Popeye.

In America al tempo della grande crisi ci fu un proliferare di iniziative volte a modificare i canoni e criteri di valutazione sociale.

Fra le canzoni denominate “The songs of the great depression” c’è la bellissima “Brother can you spare a Dime” scritta nel 1931 da Harburg e Gorney e resa celebre da Being Crosby qualche anno più tardi per poi essere risprese in una versione straordinaria da George Michael nel suo “Songs from the last century”. La canzone racconta in maniera drammatica la parabola di un ricco costruttore ridotto in povertà che in nome della vecchia dorata amicizia implora un amico imprenditore ancora in attività di dargli qualche spicciolo.

Anche il cinema in quell’epoca, come scrive Michele Serra, da conto di un mutato clima culturale e il bellissimo Freaks di Tod Browning il regista del celebre Dracula ne è una prova artisticamente vera e alta.

E’ la storia di una bella donna che mette in piedi un piano insieme a un amico per circuire un nano e impadronirsi della fortuna da lui avuta in eredità.

I mostri (Freaks) del circo, amici del nano scopriranno tutto e si vendicheranno in maniera a dir poco orribile. Forse troppo crudo e improvviso per la cultura dell’epoca segnò la fine del regista pur essendo un capolavoro per  sceneggiatura, fotografia e recitazione.

Sono convinto che la cultura dei nostri tempi si esprimerà su canoni diversi da come non abbia fatto finora. Con altri miti, altri eroi, altri canoni di valutazione del bello.

Sarà una cultura popolare.

Una scena tratta da Freaks

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