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“È Bottini l’uomo della sintesi E adesso parliamo di Umbria”

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Eccomi di ritorno sul blog.

Dopo le fatiche della campagna elettorale e le prime sedute di consiglio comunale, arrivano le vacanze.

La politica però non va mai in ferie quindi eccomi di nuovo impegnato.

Il PD ha infatti aperto la parentesi congressuale che lo condurrà, in ottobre, a darsi finalmente una linea “fondativa” e condivisa. Si dovrà inoltre scegliere il segretario nazionale che dovrà condurre il partito a tornare in tono con le aspettative degli elettori. Ai congressi si eleggono anche i segretari regionali.

Io ho scelto di sostenere Bersani come segretario nazionale e Lamberto Bottini in Umbria.

Riporto qui una mia intervista pubblicata da Qui Perugia

“È Bottini l’uomo della sintesi E adesso parliamo di Umbria”

di Alessandra Borghi

Lamberto Bottini (foto a sinistra), Alberto Stramaccioni, Valerio Marinelli.
Tre candidati alla segreteria regionale del Pd collegati rispettivamente alle mozioni Bersani, Franceschini e Marino.
A parte il giovane Marinelli, che non inciderà di tanto sugli equilibri, la sfida Bottini-Stramaccioni si profila
dall’esito incerto.

Incerto soprattutto è il comportamento che al congresso terranno i fautori di Franceschini:
voteranno tutti un segretario che non aderirà alla mozione preferendo affermare la sua autonomia?
Vedremo come si assesterà la variegata galassia dei franceschiniani.

Difficile comunque allontanare l’impressione che il candidato emerso con più naturalezza sia quello dei bersaniani nostrani.
Nicola Mariuccini, uno dei membri dell’esecutivo regionale impegnati per questa candidatura, ribadisce:
“Bottini ha esperienza, conosce la situazione regionale, può interpretare il partito nella sua interezza.
Ecco perché il suo nome è venuto dal basso”.

Un simbolo di chi vuole militarizzare il partito? “Niente affatto – smentisce Mariuccini -, anzi, gli riconoscono di essere l’uomo dalla mano tesa, mai inserito in particolari correnti, sempre esempio di lavoro collettivo e collegiale, insomma l’uomo della sintesi”.

Ecco, più in particolare, come si spiegherebbe la tendenza dello sfidante Stramaccioni a rimarcare che i bersaniani rischiano di spaccare il partito “militarizzando lo scontro”:

“L’attuale segretario provinciale ha presentato se stesso come l’uomo del ponte, preconizzando una lotta senza
quartiere che in realtà nessuno vuol fare… Ecco perché vede lo scontro sempre e comunque. Tuttavia, non riesco a capire come la mozione Franceschini qui in Umbria  abbia rinunciato a esprimere un suo candidato. Dall’esterno,
l’impressione è che non ci fossero le condizioni…”.

Sterile, per Mariuccini, anche la polemica su Bottini unico assessore regionale candidato alla segreteria regionale:

“Il doppio ruolo verrebbe meno, Bottini lo ha dichiarato più volte. É la stessa mozione Bersani che prevede la separazione tra esecutivi di partito ed esecutivi istituzionali”.

Quanto all’incidenza di un’eventuale vittoria di Bottini per il terzo mandato della presidente della Regione Lorenzetti:
“Sarà una decisione che il Pd prenderà in modo collegiale dopo il congresso. Nella campagna precongressuale si deve parlare solo dell’Umbria.   Prima le idee, poi le persone per realizzarle”.

É proprio questo confronto, quello sul modello di regione, sulla forma partito e sulle alleanze, in fondo, che molti attendono per schierarsi, al di là dei nomi.

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