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Pesci Morti al Tevere: la legge impedisce al Comune di Perugia di costituirsi parte civile

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Il gravissimo episodio di inquinamento del fiume Tevere dell’agosto del 2008 che ha causato una moria di pesci nel tratto di fiume tra Pontevalleceppi e Ponte San Giovanni ed è a tutt’oggi all’attenzione della magistratura per individuare le responsabilità,  ripropone alla città, alle sue istituzioni, alle associazioni l’assoluta necessità di accrescere le azioni di tutela per salvaguardare questo ecosistema di primaria importanza.

In questi anni è cresciuta una cultura diffusa e una maggiore consapevolezza riguardo alla tutela e valorizzazione del Tevere. Servono più puntuali ed efficaci azioni di controllo del territorio e repressione dei reati attivando anche una collaborazione tra tutti i soggetti pubblici preposti e i cittadini per contrastare l’illegalità,  individuare e accertare le responsabilità.
Apprezzabile in questo senso era stata la decisione della Giunta comunale di Perugia di costituirsi parte civile contro i responsabili di questo danno ambientale.

La legge dice tuttavia che non si può fare perché, con l’entrata in vigore del decreto legislativo n.152 del 3.4.2006, i Comuni sono stati delegittimati dall’azione di risarcimento del danno ambientale che rimane in capo al solo Ministero dell’Ambiente ed alle associazioni ambientaliste qualora riescano a dimostrare il danno subito.

Quello che serve a questo punto perciò è sostenere le associazioni ambientaliste affinchè promuovano la costituzione in giudizio nei processi in corso e promuovere iniziative perché la normativa venga cambiata e gli enti locali possano tornare ad essere protagonisti nelle vicende che riguardano il proprio territorio.

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