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A proposito di Consiglio Grande (riflessioni e proposte per il Centro Storico di Perugia)

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Lunedi scorso c’è stato  il Consiglio Grande sulla vivibilità del centro storico di Perugia; un evento molto atteso, la Sala dei Notari era molto affollata.
I tanti interventi hanno dato conto della grande esigenza di discutere di un tema che la città di Perugia sente in maniera molto forte.
Che giudizio darne? Intanto la parola vivibilità mi sembra un concetto “ombrello” che allarga il dibattito in maniera indefinita, le tematiche invece vanno circostanziate, valutate e affrontate.
Gli eventi dei mesi scorsi in cui il centro storico è stato teatro di tafferugli  hanno acuito il senso di disagio dei residenti, dei commercianti e dei cittadini in generale.
Le domande dei cittadini non sono né di destra né di sinistra, le risposte si.
La destra punta tutto sull’ordine pubblico proponendo misure straordinarie come addirittura un reparto mobile che poi sono le squadre antisommossa che si utilizzano allo stadio; la celere in Corso Vannucci  non mi pare una buona idea.
E’ ormai chiaro che anche su questi temi che erano veri cavalli di battaglia gli slogan della destra sono logori e screditati sia dalle misure adottate che da quelle promesse e mai realizzate.
Tanto per dire, un sottosegretario del Governo è venuto a Perugia, ha dichiarato che è una città sicura e si è riportato indietro finanziamenti che prevedevano una trentina di agenti e diverse volanti.
Il sistema della giustizia non funziona, come è stato detto dai sindacati di polizia al consiglio grande e perciò acuisce il senso di insicurezza: i delinquenti, una volta arrestati, vengono subito scarcerati e i cittadini che subiscono furti, scippi o pestaggi anche se riescono a fare arrestare i colpevoli li rivedono presto liberi.
Il Governo che fa? Le varie riforme Alfano mettono il bavaglio ai giornalisti, proteggono l’impunità del premier e dei suoi ministri ma lasciano i cittadini soli e impotenti di fronte ai soprusi, ai furti e ai danni.
Il Comune ha fatto dei passi importanti, come ha riconosciuto anche Pino Sbrenna, per affrontare il problema ma lunedì si è capito che la città se ne aspetta degli altri.
C’è intanto un  problema di ordine pubblico (lo spaccio, le risse e a volte anche coltellate e episodi più gravi) e su questo voglio essere chiaro, devono essere risolti dalle Forze dell’Ordine.
Altri aspetti  invece riguardano l’attività specifica del Comune;  si possono mettere in atto misure concrete per vivere meglio il centro storico:
Perugia in passato ha fatto del il sistema dei “parcheggi a corona” e della ZTL una scelta per l’epoca innovativa e funzionale ma oggi forse è venuto il tempo di cambiare ancora:
·    Bisogna rivedere la modalità di accesso al centro storico sviluppando nuove  aree pedonali sul modello di Corso Cavour, allargandole a via Baglioni e Piazza Matteotti e favorire per il resto il libero accesso.
·    si va consolidando l’occupazione di spazi cittadini anche con l’affermarsi di nuove forme di consumo di birra “on the road” , in particolare intorno a Piazza IV Novembre: li è necessario ridefinire gli spazi della strada pubblica (anche con una ringhiera elegante) per consentire la libera circolazione dei residenti;
·    il centro sembra appannaggio per lo più dei giovani e questo è un importante fattore di ricchezza, ma bisogna evitare che ci siano solo loro; vanno sostenute dall’Amministrazione Comunale iniziative mirate a favorire il godimento del centro anche ad altre categorie di cittadini come gli anziani e i bambini e i loro genitori;
·    c’è poi l’aspetto di favorire una nuova  residenzialità, soprattutto delle giovani coppie, per questo è necessario insistere  con scelte come quella della riqualificazione della Torre degli Sciri  che consentirà di recuperare e  mettere a disposizione diversi appartamenti nel centro storico.
Nelle prossime settimane in Consiglio Comunale dovremo trovare la sintesi di quello che si è ascoltato indicando soluzioni come queste che ho provato a illustrare.

3 comments to A proposito di Consiglio Grande (riflessioni e proposte per il Centro Storico di Perugia)

  • linone54

    Caro Nicola,
    ho letto con attenzione quanto hai scritto e direi che le tue considerazioni siano condivisibili. Mi piacerebbe però che ai cittadini arrivasse con più forza il messaggio che il problema d’ordine pubblico è prevalentemente appannaggio delle forze dell’ordine le quali, secondo me, distaccano troppo personale durante il giorno e troppo poco la notte. Appare ovvio che chi delinque la notte il giorno dorme! Maggiore informazione poi da dare ai cittadini (per es. io non sapevo che un sottosegretario ha detto che Perugia è una città sicura e ritirato i finanziamenti). Bisogna far capire che non è tutta colpa del comune se ci sono problemi di sicurezza e non lasciare cavalcare alla destra questo tema particolarmente sentito. La giustizia poi, la sinistra è stata fino a poco tempo fa troppo tollerante, occore che adesso ci diamo una mossa anche su questo fronte e chiedere a gran voce che i ladri ecc. restino in carcere un pò di tempo.

  • serena

    Quello che hai scritto è un ragionamento illuminato, non so quanto tempo servirà e quale potrebbe essere il percorso ottimale. Tuttavia, su alcuni aspetti vorrei sottoporti delle riflessioni. Sono solo frammenti di racconti che mi hanno colpito e stanno appuntati lì, su quella specie di bacheca dei “perché?”.
    Il primo: tempo fa mi sono trovata in un ristorante storico di Perugia, che dopo una vita è venuto via dal centro per trovare sede in un punto “on the road” a pochi passi da una uscita cittadina del raccordo. Esigenze gestionali? Forse. Problemi di parcheggio risolti? Probabile. Nel raccontarci il trasloco, però, il gestore masticava un po’ di amarezza, perché la clientela del suo ristorante in centro non veniva più. “Guardate il negozi – ci ha detto – e capite tutto”. In effetti, siamo in mano ai franchising. Ma tant’è, questo è un altro discorso. Poi le giovani coppie: qui rischio di essere bigotta e bachettona. Quanto costerebbe ad una nuova famigliola vivere in centro? C’è il minimetrò per spostarsi, d’accordo, ma poi il resto? Un appartamento a Madonna Alta è meno oneroso (e alla fine meno rumoroso)…

  • Sicumera

    Il degrado del centro storico rispecchia in tutto e per tutto il degrado sociale e culturale e soprattutto l’ipocrisia del terzo millennio.
    Perugia ha rimasta una sola predominante attività commerciale: l’università.
    Su questo business ci mangiano un’infinità di famiglie.
    Chi affitta casa, chi dà da mangiare, chi da bere, chi fa ballare, chi lava i panni, chi cura, chi taglia i capelli, chi vende droghe, oltre, ovviamente, a chi incassa tasse universitarie e tanti altri ancora.
    L’Università non si tocca! Mai fare cambiamenti che scoraggino i giovani a venire a studiare a Perugia.
    Primo fra tutti, l’intoccabile mercato di sesso droga e rock and roll, florido mercato per mafie e camorre che anni fa venivano in trasferta, ma ora, è appurato, hanno aperto una solida filiale.
    Se si smette di far girare il fumo o la coca alle scalette o in via dei priori, i giovani vanno a studiare altrove. Ora, è vero che il Sindaco può mettere due vigili fissi a sorvegliare h24 questi pochi posti, ma la gente lo vuole veramente?
    La Perugia che partecipa chiede spesso cose del tipo: riempite la piazza ed il corso tutti i giorni e le notti di gente, ma non devono sporcare. Togliete i vespasiani, ma nel mio bar se non paghi non pisci. Date la droga ai giovani, così vengono a “studiare” a Perugia e io poi gli affitto il mio garage a Corso Bersaglieri. Ma togliete la droga da Perugia, ma rimettetela…
    E così via.
    Quanto alle attività del centro, il Comune ha molte proprietà e alcune delle quali le sta destinando a buone iniziative, come la Torre degli Sciri. Ma che dire di tutti gli altri proprietari di immobili? Ho sentito dire che l’affitto di un negozio in Corso Vannucci può arrivare anche a 20 mila euro al mese. Questo rende il mercato incontrollabile. E’ il liberismo. Il Comune cosa fa? Per esempio, propone gli affitti a canone concordato come calmieri del caro affitto per gli studenti.
    Nelle altre città lo fanno tutti? Non credo, anzi, non lo fanno!
    Chiunque nella sua vita abbia mai avuto un’esperienza di costruzione collettiva di un progetto sa che la realtà è sempre complessa.
    Qualcuno, al Consiglio Grande ha fatto accenno all’etica dei commercianti? All’arroganza dei proprietari di immobili? Alla responsabilità sociale dell’Ateneo perugino? Più che chiedere soluzioni al Sindaco, dovremmo chiedere ai nostri concittadini…

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