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Le città del ‘900 – Riqualificare i vecchi quartieri in degrado per valorizzare i paesaggi urbani e rilanciare l’economia

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Gianfranco Chiacchieroni, presidente della Commissione regionale per lo sviluppo e il territorio,  intervenendo qualche giorno fa agli Stati generali delle costruzioni ha proposto per l’Umbria un programma  di rottamazione dell’edilizia che tiene insieme due necessità: stimolare un settore in profonda sofferenza com’è quello dell’edilizia e riqualificare quartieri e aree degradate delle nostre città, soprattutto periferiche.

Una proposta molto concreta, da condividere e sostenere, considerando che nel programma “La città delle Persone”, con cui il PD di Perugia si è presentato alle elezioni per il Consiglio Comunale del 2009 e nello stesso programma di mandato erano contenute proposte molto simili. Partendo dalla considerazione che ci sono diversi quartieri, di quelle che chiamiamo “Le città del 900” che hanno necessità di essere riqualificati,  occorre “ricucire” quelle discontinuità e incoerenze urbane che negli anni si sono prodotte per  realizzare una nuova continuità centro-periferie.

Un piano di opere pubbliche che punti sulla riqualificazione urbana, sulla qualità e sostenibilità degli edifici, guardando alla bioarchitettura e alle nuove tecniche costruttive che permettano risparmi energetici, una riqualificazione delle tante aree industriali disseminate nel territorio perugino. Sostenere la domanda, attraverso il rilancio di opere pubbliche e legate all’attività ordinaria di recupero e di riqualificazione urbana sono al contempo azioni importanti per la qualità della vita delle città e possono rappresentare un’importante funzione anticiclica.

Ciò anche nella convinzione che la crisi non debba essere pagata dal territorio e che gli interventi si debbano concentrare sulle attività funzionali a ricostruire e reinventare le nostra periferia, anche attraverso importanti demolizioni di patrimonio immobiliare pubblico e privato con scadenti prestazioni architettoniche ed energetiche.

C’è un forte bisogno di una progettualità solida, innovativa concreta.

Il Piano Casa del Governo si è rivelato un bluff, un’operazione da “effetto annuncio”; sarebbe utile attivare anche in Umbria una ridefinizione  del tema casa che si esprime in questi anni con caratteristiche del tutto nuove rispetto a nuovi e diversificati contesti. C’è scarsità di alloggi economicamente accessibili per giovani coppie, studenti, anziani e le tipologie sul mercato non sono dimensionate alle trasformazioni demografiche e dei comportamenti e stili di vita.

Per rilanciare questo importante settore dell’economia regionale servono soluzioni innovative e sperimentali  con un’idea di edilizia sociale che abbia come punto di riferimento il modello europeo, fondato sulla centralità delle funzioni sociali, residenziali e dei servizi attivando  sempre di più il recupero, anche sociale, di vecchi immobili e di quartieri storici  delle città.

Nicola Mariuccini Consigliere Comunale PD Perugia

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