Vignette

Non tirate i sassi alla cultura (La sassaiola è solo passato)

Verifica questa notizia !

Un mio articolo pubblicato sul Corriere dell’Umbria del 12.12.2010 leggi il pdf dell’articolo, sotto di seguito trovi il testo

A forza di evocarla è venuta alla luce la proposta di  rilanciare la sassaiola a Perugia.

Dopo la ristrutturazione di via Campo Battaglia, che era stato antico teatro della famigerata guerra dei sassi, in un ordine del giorno presentato in comune a Perugia da parte Pdl si chiede di rievocarla.

Per fare un accenno storico essa si presentava non come un gioco, bensì come uno scontro fra bande di giovani di diversi quartieri di Perugia che, nudi fino alla cintola, si scagliavano addosso pietre causandosi ferite gravi che, quasi sempre, provocavano  la morte per diversi partecipanti.

La richiesta di rievocare questo evento, fra altri meno cruenti presenta diversa gravi  aspetti:
il più evidente è certo quello della violenza barbara della manifestazione  e che ne renderebbero inaccettabile il riuso per qualunque comunità civile; ciò vale tanto più per Perugia che si ispira al pensiero di Aldo Capitini.

L’ipotesi poi di suggerirla in chiave moderna rimanda all’uso del cemento armato piuttosto che della viva pietra ma non cambia il fatto che la pacifica Perugia non ha intenzione alcuna di riconoscersi oggi nella rozza brutalità che animava i giovani che in un periodo compreso fra il giorno dei morti e il giorno di Sant Ercolano fino circa al 1500 si esercitavano in quella pratica.

Il secondo aspetto grave di questo ordine del giorno, che tuttavia sottende a un tipo di mentalità che gode di una certa diffusione in questi tempi confusi di questo nostro  confuso paese, è rappresentato dal fatto che invece di mettere la cultura al servizio del turismo si pone avanti, in maniera volgarmente mercantile, l’ipotesi di realizzare un evento prima ancora di averne trovato la eventuale giustificazione storica.

Il patrimonio e la cultura di una città, della nostra città, si fondano su solide origini di pietra, etrusche prima ancora che romane e questo patrimonio ha bisogno di essere tutelato e valorizzato, lavoro che, una volta cambiato il governo, poiché non è certo con il Ministro Bondi che ciò sarà possibile, richiederà sforzi e  attenzioni che non consentono di distrarsi con operazioni di basso profilo come quelle prospettate dal Pdl.

Il tema però consente l’opportunità di riflettere sulla valenza della filiera cosiddetta TAC (turismo, ambiente e cultura) che esprime una gerarchia di fattori che privilegia il marketing alla sostanza; atteggiamento che, anche sotto il profilo economico oltreché culturale, produrrebbe un rapido deprezzamento inflazionando il nostro patrimonio artistico e culturale.

L’acronimo andrebbe rovesciato in CAT, anteponendo il valore della cultura in sé rispetto agli eventi che la promuovono, investendo nel consolidamento dei valori e delle idee sulle quali è basata l’identità di una comunità e nello sviluppo di una creatività che sappia rinnovarli  in chiave moderna.

I grandi eventi internazionali umbri e perugini della marcia della pace e Umbria Jazz pur essendo nate solo nel secolo scorso rappresentano al meglio i tratti identitari della nostra regione, valori universali di pace e inclusione (di razze e di armonie musicali) che hanno proiettato l’Umbria nel mondo in maniera assoluta e duratura e che sono nate da momenti spontanei e creativi che solo poi sono divenuti il fenomenale motore attrattivo di turisti che oggi sono.
Un’ altra riflessione si impone riguardo ai rischi a cui la ricerca esasperata del localismo espone  soprattutto quando non si limita alle feste di quartiere ma addirittura assurge a cultura cittadina.

Più di una posizione espressa da tanti intellettuali in questo 150 anniversario dell’unità di Italia, individua infatti nel ripiegamento nelle dinamiche culturali di territorio lo smarrimento di una cultura che conduce alla progressiva dissoluzione dello stato nazionale e allo sviluppo di un regionalismo di matrice leghista dannoso per l’integrità politica ed economica del nostro paese. Viva la cultura, viva l’Italia.

Nicola Mariuccini
Responsabile Cultura Pd Umbria

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>