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150 anni di Italia – Consiglio Comunale di Perugia, una domanda ai consiglieri di opposizione

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17 marzo 2011

Stamattina il Consiglio Comunale di Perugia si è riunito in seduta aperta per le celebrazioni dei 150 anni di Unità d’Italia.

Riunione partecipata anche dalla cittadinanza, bene hanno fatto il Presidente del Consiglio Mariucci e il Sindaco Boccali a volerla fare proprio oggi e in questa forma.

Invitato “speciale” era il professor Mario Tosti che ha letto un discorso che giudico di alto profilo,  riguardo alla partecipazione dei perugini alle vicende degli anni che hanno condotto all’unificazione del nostro paese.

La relazione ha esaltato il coraggio delle classi dirigenti della città di Perugia dell’epoca che in nome della libertà si batterono portando la città intera su posizioni di autonomia che furono “pesantemente” punite dagli eventi del 20 giugno 1859.

Secondo Tosti fu più il coraggio e il sacrificio dei suoi cittadini, in quegli anni in cui si andava formando l’Italia, che non particolari contingenze economiche o politiche o di carattere topografico a favorire l’affermazione di Perugia capoluogo di Provincia, vincendo così la contesa con Spoleto che vantava rapporti diretti con Napoleone III in persona.

“… La memoria, la storia, la cultura, possono essere di aiuto a recuperare la vera identità della città, la sua anima vera, un contributo per progettare il futuro per fare della “più grande Perugia”, una città policentrica, unificata non più fisicamente come quella antica, ma nella qualità delle forme, della vita sociale e culturale, della democrazia..” prof.M.Tosti

La seduta di Consiglio si è tenuta in un clima di cordialità e di visione unitaria del paese espressa da tutti i gruppi politici sia di maggioranza che di opposizione e tuttavia, in questi giorni, non riesco personalmente ad accontentarmi dell’unità di facciata, non in questi momenti almeno in cui, nel nostro paese, sono sotto attacco gli articoli portanti della nostra Costituzione e in cui , come ieri, i consiglieri della lega in regione Lombardia sono usciti in blocco dall’aula al momento dell’attacco dell’inno di Mameli.

Credo che in momenti del genere siano da evitare situazioni kafkiane in cui non si dicono le cose che vanno dette in nome magari del bon ton o di un velo di conformismo che ritengo non faccia bene nemmeno alla qualità dei rapporti interpersonali fra consiglieri di maggioranza e opposizione.

Ho avuto modo, in questo inizio di consigliatura, di approfondire la conoscenza anche personale di diversi colleghi consiglieri dell’opposizione di centro destra e li credo sinceri quando esprimono la propria adesione ai valori unitari della patria  e dell’unità d’Italia.

Tuttavia al fine di allontanare reciprocamente ogni forma di fariseismo mi sento di porre ai colleghi consiglieri di centro destra la seguente domanda:

come si può  parlare di Unità d’Italia quando il capo del PDL accetta di restare al governo, sottraendosi al giudizio degli italiani, con il decisivo apporto dei voti della Lega Nord che è un partito che non fa mistero di voler abbattere le fondamenta del paese che abbiamo fino a stamattina celebrato?

Si può chiedere ai colleghi consiglieri di chiarire una volta per tutte che non si può fare politica in Italia senza prendere le distanze da chi nel nostro paese non crede?

Posso comprendere  la volontà di evitare di occuparsi, nell’esercizio dell’attività consiliare, di certi temi imbarazzanti eppure questi temi, quelli di stamattina, non possono essere trascurati poiché sono il fondamento del riconoscimento dell’essere cittadino, di essere italiano.

Stamane abbiamo precisato una volta di più che essere perugini significa affondare le proprie radici nella memoria di fatti che hanno visto le classi dirigenti combattere e sacrificarsi per il nostro paese come oggi è e come tutti lo vogliamo.

Ma il centro destra in Parlamento sta lavorando per un altro progetto, malato e dannoso.

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