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Pole la LIM permettisi di pareggiare co’ l’omo? Il dibattito è aperto!

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basta con la tombola, sospensione di ricreativo, principia a avviare i’ culturale! ….. Berlinguer ti Voglio bene, R.Benigni Una Lavagna Interattiva Multimediale (LIM) LIM con telecomando Wii – Come sostituire la vecchia lavagna con un proiettore e il gesso con un pennarello a infrarossi. Progetto didattico della Bernardino di Betto – PG

Il dibattito è aperto!

In fondo era abbastanza naturale che dovesse accadere.

La LIM (Lavagna interattiva multimediale), inserita già nel 2006 dal Ministro Fioroni e pompata con una notevole energia mediatica e “commerciale” dalla Gelmini ha fatto il suo ingresso prima nelle scuole e ora, stranamente con meno enfasi, nella didattica.

La lavagna, quella tradizionale, sta alla scuola come i quotidiani all’edicola e rimanda i pensieri di ognuno ai brividi provati per il gesso che stride, a consunti cancellini sbattuti in una nuvola bianca che faceva tossire i professori e suscitava le risatine di tutta la classe.

Per gli insegnanti la lavagna è lo strumento principale della propria attività professionale.

Usata a volte con meticolosa dovizia, altre volte con gesti teatrali a “sottolineare” l’importanza della frase e dell’essere li, in quel momento, a sentirla pronunciare vedersela cambiare per maestri e professori deve essere di certo stato un evento un po’ traumatico.

Il fatto poi che sia stato spinto con enfasi da “venditrice” da un ministro che non ha certo dimostrato fin qui di credere al ruolo della scuola e degli insegnanti non ha probabilmente favorito la penetrazione nell’uso quotidiano delle attività didattiche.

I meccanismi mentali e le reazioni sono per lo più gli stessi registrati ogni volta che l’innovazione modifica processi che hanno condizionato i comportamenti e i gesti tipici dei mestieri tradizionali: netta divisione fra scettici ed entusiasti.

Gelmini a parte, tenendo conto  per di più che pure un orologio fermo due volte al giorno ci azzecca, penso che la LIM apra una serie di possibilità nuove, che tenga la scuola al passo con le diverse forme di apprendimento e fonti di informazione che oggi bombardano gli studenti e che pertanto possano far fare un passo in avanti giusto e incisivo alla scuola pubblica.

I costi non sono trascurabili anche perché si rischia per acquistarne una di impegnare gran parte delle risorse scolastiche, in più un tale investimento può far sentire “soddisfatta” la scuola che l’ha acquistata che potendo esisbire l’impegno finanziario potrebbe non spingere sul ben più importante impegno di usarla.

Per questo però le comunità open source stanno favorendo la diffusione di una versione leggera (sul piano del prezzo) che sfrutta un ormai diffuso telecomando della Wii e un pennarello a raggi infrarossi per trasformare una parete qualsiasi in un maneggevole touch screen il tutto al costo di meno di 100 euro.

L’uso delle tecnologie open source può rappresentare ben più che un risparmio per le nostre scuole, esse possono dare una mission, un perché agli insegnanti poiché per mezzo di essa possono diffondere anche una cultura della ricerca critica e della non assuefazione alle pratiche standardizzate che condizionano scelte e comportamenti sociali.

Quando fu inventato il pianoforte fra i clavicembalisti era diffuso il tema che l’arte non avrebbe mai potuto essere espressa da una macchina, Guttemberg subì una scomunica mentre a Steve Jobs andò decisamente meglio quando inserì la proporzionalità dei caratteri nei primi Mac.

Un’ultima cosa, con la LIM Wii il muro non si sporca quindi niente più cancellino da tirare a ricreazione e tuttavia credo che per questa ultima funzione possa facilmente essere sostituito da altri oggetti, la fantasia degli studenti provvederà.

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