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Dal libro al nuovo ecosistema digitale – incontro con Robert Darnton, l’anti Google

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Suggestiva lezione del Prof. Darnton storico del libro e direttore delle Biblioteche della Harvard University, autore del saggio Il futuro del libro, appena pubblicato da Adelphi.

Non si può parlare del futuro del libro senza conoscerne la storia e la storia della lettura e della scrittura è fatta non solo di romanzi ma anche dei tanti aneddoti che hanno accompagnato la storia dei popoli nei vari paesi.

Darnton è un profondo conoscitore della cultura e della storia della cultura francese del XVIII secolo, nel corso della lezione di questa mattina ha esposto concetti in effetti già espressi in altri libri come “The devil in the holy water”, Il diavolo nell’acqua santa, dove racconta il clima culturale e giornalistico della Francia prerivouzionaria in cui “Gazzettieri” e professionisti del gossip ricamavano costruendo successi politici e carriere ovvero stroncandole per sempre.

Vignette e dileggi sulle tante amanti di Luigi XIV, sui vari nomignoli che ognuna usava per chiamare il Re, frasi come “Francia il caffè è venuto fuori!” attribuito a Madame du Barry meno famosa di Madame de Pompadur ma sembra più amata dal “Beneamato” Re Luigi, magari pensate per umanizzare la figura del sovrano e renderla ancor più popolare, finirono in realtà per ritorcersi contro l’intera Francia screditandone l’immagine, dimostrando che la macchina messa in moto non era più arrestabile nemmeno da chi l’aveva azionata.

Darnton afferma che un certo tipo di fare notizia  è sempre esistito e non è né un invenzione della democrazia né tanto meno attribuibile alla nascita del web e dei blog.

Questi ultimi pur avendo un ruolo diverso da quello che fu dei  “gazzettieri” hanno secondo Darnton lo stesso modo di stare sull’ecosistema dell’informazione, rappresentano cioè i produttori di quei frammenti di cui la storia si compone e che non aspettano che di essere riportati a sintesi.

Lo studioso Americano, rispondendo alla conduttrice del dibattito Loredana Lipperini, autrice del blog “lipperatura”, ha poi parlato del suo progetto di digitalizzazione e di democratizzazione della conoscenza, la “Biblioteca Digitale Pubblica degli Stati Uniti”, chiamando in causa direttamente la formula gratuita di Google Book Search dicendo senza mezzi termini che il prezzo di google è come il prezzo della cocaina, buono per favorirne i consumi e generare una dipendenza collettiva frutto della assuefazione di ogni individuo ma negativo per la democrazia.

Ma come sarà secondo Robert Dartdon il futuro del libro e quali le opportunità e i rischi:

«Viviamo un momento straordinario della storia delle comunicazioni. Tutte è fluido e in continuo mutamento. Se sappiamo cogliere il momento, possiamo determinare il nostro futuro per il bene pubblico. Dobbiamo digitalizzare – digitalizzare e democratizzare»

 

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