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Perugia, sulle Coppie di fatto non si recede, solo passi avanti.

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Ho votato contro,  in Consiglio Comunale,  alla proposta di ritirare l’esistente registro comunale delle coppie di fatto. La proposta é stata bocciata.

La richiesta puntava sulla inutilità giuridica del registro che non assegnerebbe diritti aggiuntivi e perció i proponenti ne chiedevano l’abolizione.

Nella presentazione, oltre alle motivazioni scritte nell’ ordine del giorno, sono state tirate in ballo questioni di legittimità costituzionale, oltre a ragioni di opportunità legate al fatto che in momenti come questo, non é utile azzoppare una istituzione come la famiglia su cui si é da sempre poggiata la struttura della società.

Per quanto riguarda il rilievo costituzionale ritengo che dall’art.29 della Costituzione si rilevi che: “La Repubblica riconosce i diritti della FAMIGLIA come società naturale fondata su MATRIMONIO. Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei CONIUGI.”

La nostra Costituzione pertanto non lega il matrimonio all’univoco rapporto uomo/donna; essi sono semmai contenuti nel Codice Civile che è legge ordinaria e pertanto modificabile a maggioranza semplice.

Per quel che riguarda invece il valore giuridico dei registri comunali delle coppie di fatto, essi devono essere mantenuti non tanto come riconoscimento di effettivi diritti ma come passaggio diretto per una legittimazione di un atto di matrimonio tra persone,  maggiormente in grado di contenere i diritti naturali che ad oggi devono essere garantiti ai cittadini “senza distinzione di sesso, di razza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e socialiArt.3 Cost.

Ammettere il matrimonio omosessuale  significherebbe oggi applicare nel modo più compiuto la Costituzione: ” È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.

Tuttavia al di la degli aspetti giuridici, dobbiamo dire che essi sono spesso strumentali e servono per celare quando atteggiamenti integralisti e fideistici, quando cinismi più o meno grossolani ovvero limiti culturali e falsi pudori.

Si fa fatica ad ammettere che il matrimonio, che è considerato in modo spesso sin troppo “magnificato” come il coronamento dell’amore quale più alto sentimento umano, non debba accogliere gli omosessuali poiché probabilmente ritenuti incapaci o immeritevoli di amare.

Eppure ciò è falso ed appare tanto più sciocco pensando a tutto l’amore espresso dai tanti artisti omosessuali che popolano intere pagine di letteratura, di poesia, di cinema.

Nel famoso “4 matrimoni e un funerale”, film del 1994 diretto da Mike Newell, durante uno dei matrimoni a cui partecipano gli scombinati protagonisti, muore Gareth in seguito a un attacco di cuore. Il compagno Matthew gli dedica una bellissima poesia di Auden, Funeral Blues.

“Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento, …

Incrocino aeroplani lamentosi lassù
e scrivano sul cielo il messaggio Lui È Morto, …

Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l’amore fosse eterno: e avevo torto. …”

Auden, poeta omosessuale dichiarato ebbe due lunghe relazioni, sognava una stabilità amorosa impossibile e si sposò con la figlia di T.Mann al solo scopo di consentirle di avere il passaporto inglese per fuggire dalla Germania nazista. I due non vissero mai insieme, l’amore di cui è stato uno dei più brillanti e audaci narratori era da tuttaltra parte che non nel matrimonio.

In consiglio comunale si è detto inoltre che non si doveva turbare l’equlibrio di una società che si è poggiata per anni sull’equilibrio della famiglia fondata sul matrimonio eterosessuale.

Ciò è vero ma questo poggiare ha schiacciato e ha gravato sul diritto naturale di chi non rientrava nella ferrea dicotomia uomo/donna costringendoli a scegliere fra la forma del corpo e la dimensione del cuore.

Penso che i tempi siano maturi per liberare i cuori di chi ha sofferto e le coscienze di chi seppure inconsapevolmente ha da sempre causato dolore per trarne poi chissà quale beneficio.

 

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