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Apriamo il portale del Comune di Perugia – Entra in Comune? Usciamo in città!!

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«Immagino uno stabile parigino cui sia stata tolta la facciata… in modo che, dal pianterreno alle soffitte, tutte le stanze che si trovano sulla parte anteriore dell’edificio siano immediatamente e simultaneamente visibili» da “La vita, istruzioni per l’uso” di Georges Perec.

Il portale internet del Comune di Perugia é di indubbia qualità sul piano dell’impatto grafico. Esso tuttavia, elaborato nella prima metà dei 2000, sconta tutti i limiti legati agli inizi dell’impiego di internet, é cioé troppo istituzionale.

Il portale internet é pensato come fu pensato il portale di ingresso del palazzo del comune da Ambrogio Maitani’, ad oggi vi entra cioé, solo chi ha bisogno di un servizio o di veder riconosciuto un suo diritto.
leggi quí la ricostruzione storica della realizzazione del portale maggiore a cura della storica dell’arte Sabina Italiani) 

Il mondo di Internet é stato notoriamente rivoluzionato in seguito all’avvento della filosofia 2.0 e del social network negli ultimi anni del decennio scorso.

Oggi, si assiste a un ulteriore radicale cambiamento della comunicazione pubblica rappresentato dai cosidetti open data e da tutta la filosofia che sottende al concetto di città intelligente, o piú comunemente “smart city”.

Nel programma del sindaco, e aggiungo in quello del PD che ho curato personalmente, era stato posto in deciso rilievo il ruolo della partecipazione e di un nuovo modo di affrontare le scelte e di comunicare le decisioni.

La scomparsa delle circoscrizioni, venute meno per via normativa ha palesato da un lato, la assoluta necessità di una partecipazione decentrata, dall’altro é peró emerso anche un nuovo protagonismo della realtà associativa di quartiere. 

Le associazioni si attivano, organizzano iniziative, feste di popolo, presidiano il territorio riassegnando ai quartieri una nuova vivibilità oltre gli steccati dell’individualismo riscoprendo i valori della comunità su basi moderne e piú vissute.

Internet nell’ottica delle città intelligente é uno strumento oggi imprescindibile per dare voce, visibilità e diritti ai nuovi e vecchi residenti, per sviluppare il crescente bisogno di partecipazione delle persone a cui le istituzioni si devono adeguare a pena di perdere la propria legittimazione.

Perugia ha ospitato ieri alla Sala dei Notari il ministro Profumo che ha presentato il progetto Smart City del MIUR di fronte a una folta platea che sembrava interessata e desiderosa di sviluppare queste tematiche.

Usando le parole di Miriam Ruggero “La città intelligente è un luogo dove dati cartografici digitalizzati vengono “mesciati” (mashup) e integrati con informazioni provenienti da diversi soggetti pubblici (Comuni, Agenzia del Territorio, Camere di Commercio, Aziende dei servizi, ecc.), con i dati rilevati dai sensori (centraline di raccolta dati meteo, di qualità dell’aria, contatori elettronici, sul traffico, videosorveglianza, ecc), con i commenti su Facebook o taggati su Flickr o Twittati.

Aderire al bando del MIUR avrà certamente effetti positivi, stimolare la produzione o l’acquisto di macchine intelligenti però non basterà di per sé a fare di Perugia una città intelligente e capace di conoscere il proprio territorio per migliorare la propria competitività e la propria capacità di assumere decisioni.

Perugia vanta una storia specchiata in fatto di partecipazione, buona politica e amministrazione attenta e non sarà tuttavia cercando un improbabile ritorno al futuro nel tentativo di ricostruire qualcosa sul modello che furono le circoscrizioni che potremmo rinverdire i fasti dei tempi che furono. 

Oggi partecipazione e reti sociali incrociano il network e la dotazione, la conoscenza e il dominio dello strumento tecnologico è fondamentale ma i risultati si avranno solo se l’uso felice degli strumenti indurrà un virtuoso cambiamento di mentalità di una amministrazione che si metta in gioco riaprendo la partita ed evitando di arroccarsi. Il rischio c’è.

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