Vignette

Band-aid – la banda larga più che un aiuto è un cerotto senza servizi digitali di comunitá e citizenship

Verifica questa notizia !

Aver superato il digital divide, con gli sforzi che la Regione Umbria ha fatto insieme agli operatori privati, per passare dal 18% al circa 4%,  non sarebbe di alcuna utilità se non venissero  accompagnati con una vera e propria rivoluzione dei servizi digitali della nostra regione da attivare in tempi rapidi.

Bisogna voltare pagina senza ulteriori indugi provvedendo a recidere l’annoso binomio innovazione/sanitá, foriero di una situazione insostenibile sul piano del costo di esercizio dei servizi che genera incapacità di allargare il campo degli investimenti nel digitale di comunitá:

– WebRed, distinguere con la effettiva divisione delle aziende e non con artificiosi frazionamenti societari, i servizi informatici sanitari legati al Cup da quelli più funzionali all’urgente cambiamento che dovrà sovvertire gli schemi che hanno prodotto l’attuale quadro asfittico dell’Umbria digitale, anche per stimolare le energie fresche e valide presenti in webred;

– la componente dei servizi al netto dello scorporo del CUP andrebbe accorpata con l’azienda per il cablaggio Centralcom e il Consorzio Sir;

– immediata equiparazione dei listini di acquisto e di manutenzione fra il mercato del software pubblico e quello privato al fine di recuperare poste utili agli investimenti per l’innovazione.

La realizzazione di quanto previsto dal Codice dell’Amministrazione Digitale (2005) e dalla L.R. 8/2011 in materia di trasparenza e dematerializzazione, firma elettronica e conservazione digitale non può essere considerata innovazione bensì un ritardo da colmare al più presto.

Puntare tutto sul binomio Cultura e Innovazione per aprire spazi alle competenze dei giovani laureati in materie attinenti al patrimonio storico, artistico e ambientale incrociate con quelle delle nuove tecnologie e dei nuovi device del mondo 3.0:

– potenziare le esperienze delle “app” della regione non limitandole alla trasposizione “on touch” di servizi turistici ma sviluppare veri e propri laboratori di produzione creativa di cultura digitale affiancando competenze miste di tecnologi e umanisti;

– realizzazione di una rete Wi Fi capace di ospitare servizi digitali funzionali a promuovere la nuova partecipazione, la trasparenza delle decisioni delle istituzioni e dei consigli dei vari comitati e associazioni che collaborano al tessuto socio economico in logica open data;

– lo sviluppo degli open data dovrà diventare il volano di una nuova economia di studi statistici e di elaborazione delle informazioni relative alla conoscenza del territorio;

– istituzione di una task force regionale dedicata in via esclusiva al reperimento e alla attivazione dei cospicui fondi comunitari su cultura e agenda digitale fin qui sottoutilizzati.

1 comment to Band-aid – la banda larga più che un aiuto è un cerotto senza servizi digitali di comunitá e citizenship

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>