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Non più “al verde” puntando sul verde – Il ruolo della green economy come driver dello sviluppo

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La questione ambientale e quella dello sviluppo sostenibile della nostra economia deve rappresentare uno degli assi fondamentali su cui ricostruire il nostro futuro, sia per quanto attiene la salvaguardia del nostro ecosistema sia per l’ambiente visto come leva dello sviluppo.

Già la sola adozione di politiche ambientali mirate alla conservazione delle risorse ha effetti diretti sulla crescita economica e le politiche europee  per combattere il cambiamento climatico muovono dalla convinzione che l’evoluzione delle tecnologie energetiche e ambientali possa contribuire all’emergere di una “nuova rivoluzione industriale”.

Per quanto riguarda l’Umbria i dati ci descrivono una regione con un pil in costante diminuzione e che la crisi ha accentuato, con un basso tasso di internazionalizzazione e di innovazione.

La green economy può giocare un ruolo fondamentale in tutti i settori dell’economia regionale con obiettivi importanti a cominciare dalle città in un’ottica di green e smart city:

–        rifunzionalizzazione urbana per la riqualificazione  di aree degradate, con recupero qualitativo del patrimonio abitativo e conseguente minore consumo di suolo e  di materie prime (energia,  acqua, rifiuti);

–        rilancio mediante riqualificazione  e manutenzione del settore edilizio  considerando che  l’80% degli edifici dovrebbero essere rigenerati al fine dell’ efficientamento energetico, attivando i cospicui  fondi europei, ridando nuova vitalità ad un settore profondamente in crisi ;

–        implementare la cultura del recupero e del riuso in tema di rifiuti, spingendo al massimo la raccolta differenziata che non fa venire meno la necessità di scelte rapide ed incisive riguardo alla chiusura del ciclo,  esigenza che ha evidenziato anche recentemente un equilibrio instabile nella gestione del servizio;

–        recuperare il ritardo nella produzione di energia da fonti rinnovabili incentivando ricerca e innovazione, informazione e partecipazione delle scelte e soprattutto dotazione di un piano energetico regionale; malgrado la contrazione dei consumi risulta infatti pericolosamente lontano dagli obiettivi assegnati all’Umbria con rischio di attivazione del burden sharing;

–        ricerca e innovazione, formazione, rivoluzione energetica e digitale sono i presupposti per allargare le eccellenze presenti in Umbria in tanti settori come il manifatturiero e nella promozione di uno sviluppo che valorizzi le risorse culturali, artistiche e paesaggistiche, basato sulla qualità dei territori e la diffusione di modelli urbani e territoriali più inclusivi e attrattivi.

 

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