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PD Umbria: responsabilità non è solo metterci la faccia ma mettersi al lavoro

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Il documento dell’area Il coraggio di cambiare è condivisibile nella sostanza anche se un po’ forzato nei toni.

La richiesta di assunzione di responsabilità da parte dei segretari Rossi e Leonelli si configura come legittima oltreché doverosa anche se essa non è da valutare, a mio giudizio, come un ulteriore scambio di reciproche accuse, come i capponi di Renzo di manzoniana memoria, ma come la volontà comune di mettersi a disposizione per aprire un ampio e aperto dibattito sul futuro dell’Umbria.

Le sconfitte di Perugia, Spoleto, Gubbio, Norcia e altri comuni non possono essere archiviate con le sole ammissioni di colpa dei sindaci uscenti; al di la della simpatia di questo o quel candidato non sfugge che soprattutto nelle regione rosse sembra essere arrivata al capolinea la capacità inclusiva di un sistema politico che, nelle regioni rosse, non viene più interpretato come capace di costruire equità, innovazione e più in generale cambiamento.

Buono sotto questo profilo il comportamento del segretario di Perugia Giacopetti.

La richiesta di assunzione di responsabilità da parte dei segretari deve pertanto essere accompagnata dalla volontà di tutto il partito, di tutte le correnti o meglio delle famiglie politiche che lo compongono, di ammettere che tutte le istituzioni che hanno operato nei diversi campi e che sono state pensate e progettate negli anni della crescita continua e che sono state viste come un modello da copiare oggi, dopo 6 anni di crisi e di decrescita che sembra non avere fine vanno ripensati in maniera profonda e in qualche caso radicale.

Non è più tempo di conformismo né di rancorose attribuzioni di colpa, ma di attivarsi tutti per tornare a elaborare strumenti diversi con coraggio, passione e voglia di fare e costruire.

In questi mesi non è stato dato il LA ai dipartimenti, che sono stati lasciati sulla carta senza che gli sia stato dato modo di contribuire sul piano programmatico alle diverse idee di città messe in campo alle amministrative.

I giovani e le tante energie individuate dalla segreteria regionale, dovrebbero essere invece immediatamente coinvolte e stimolate ad aprire una ricca fase di ascolto e progettazione di una nuova presenza della Regione nella comunità umbra a partire a mio giudizio dai seguenti temi:

Risorse europee:

come riarticolare i flussi di finanziamento che ad oggi non sembrano riuscire a far ripartire il sistema;

Cultura e sapere:

come la scuola e le università possono più e meglio collaborare al progetto di Capitale Europea in un ottica regionale;

Lavoro:

Più lavoro per i giovani, il precariato abbatte la produttività e genera futuro incerto.

Il sistema “tutto pubblico” dei centri per l’impiego pensato con Lisbona 2000 non ha funzionato, le banche dati non sono disponibili e i privati operano parallelamente senza integrazione con la P.A. Non basta cambiare nome e Ente ai soggetti ma va ripensato il sistema.

Innovazione:

andare oltre la riorganizzazione dei consorzi e dei soggetti pubblici puntando alla individuazione dei nuovi bisogni delle comunità digitali quanto a tarsparenza, accesso e conoscenza.

promuovere il passaggio a digitale del patrimonio culturale regionale

Finora i programmi e le idee hanno rappresentato una parte sempre meno importante del dibattito di partito fino a diventare un orpello.
Qui risiede l’incapacità di una classe dirigente di saper rappresentare i cittadini dentro dinamiche di interesse collettivo e non solo personale e/o di gruppo o gruppetto.

Senza idee non c’è  politica

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