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PD Perugia e la responsabilità di salvare l’Umbria: ecco perchè chiedo il congresso

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Harold Lloyd – Preferisco l’ascensore, (Safety Last), (1923)

In seguito al titolo de La Nazione Umbria “petizione on line per fare il congresso” voglio precisare di non aver proposto nessuna petizione ma solo uno stimolo alla riflessione. Buona lettura.

Wladimiro Boccali esce di scena dandone comunicazione prima al partito, al suo partito secondo, un rituale oggi forse, ai più, poco comprensibile.

La assemblea comunale di ieri sera non è riuscita a cogliere la dimensione simbolica di quel gesto personale, dei modi e dell’importanza che riveste o rischia di rivestire nella storia della sinistra in Umbria, in quella narrazione di valori di cui tanto spesso Wladimiro nella sua tenace e indomita campagna elettorale, parlava.

Boccali è stato, negli anni scorsi,  l’incarnazione della speranza della sinistra umbra di governo di saper reagire a sé stessa, di sapersi ripensare nei modi per re-inverarne i valori.

Nel racconto di Baricco, quando Novecento si chiude nel transatlantico destinato ad esplodere, gli orchestrali rimettono i propri strumenti nelle custodie e vanno verso una musica che non sanno ancora quale sarà, essi sono certo carichi di delusione per la pagina chiusa ma anche di consapevole speranza che la musica non finirà.

L’amministrazione Boccali  negli ultimi 5 anni è stata l’alfa e l’omega del partito di Perugia e dell’Umbria, con la sua personalità e le sue scelte, con il suo rigore ideale a volte scambiato per arroganza.

Assistere alla chiusura di una pagina di tal tipo, pur consapevoli di essere alla fine di un racconto e pensare di andare avanti con rimaneggiamenti di segreteria funzionali magari alla corretta gestione delle candidature perugine al consiglio regionale per il 2015 ha proprio, a mio giudizio, il suono allegro e disperato dell’orchestra del Titanic.

Ecco allora perché dico identifichiamo un gruppo di persone che insieme al segretario Giacopetti si occupi in poco tempo di organizzare il congresso.

Quando dico congresso non voglio certo fare riferimento alla mera e grigia ottemperanza degli adempimenti regolamentari (conteggio tessere, nomina organismi di garanzia ecc.) destinata a coinvolgere al massimo i pochi rimasti iscritti e le loro famiglie il giorno delle primarie.

Chiamo congresso la convocazione di un ampio dibattito esteso a tutti i dirigenti, gli associati e i volontari delle diverse forze di un sistema al capolinea che trovino il coraggio e la forza di capire i nodi del cambiamento e dove operare per dare una svolta visibile capace di riattivare la speranza.

Il PD, dopo la scomparsa di Rifondazione e la disfatta di SEL  ha inoltre la missione, poichè è l’unico che ne ha la forza, di riattivare intorno a sé e ai suoi progetti il più ampio dibattito di tutta la sinistra, di un elettorato che non si riconosce più nei modi e nelle scelte di quella che oggi viene vista come la sinistra del “vengo anch’io no tu no”.

Se, come sento dire, si pensa di non avere il tempo e la forza per aprire una discussione siffatta allora il balletto di mr. Harold terminerà nel muto e goffo tentivo di aggrapparsi alle lancette di un orologio che scandisce un tempo distratto e indifferente.

3 comments to PD Perugia e la responsabilità di salvare l’Umbria: ecco perchè chiedo il congresso

  • Maria Angela Menghini

    Gentile Nicola Mariuccini, seguo il suo blog con interesse. Circa questo articolo posso dire che l’arroganza è arroganza anche quando ci sono dietro barlumi di ideali.Che la gente a Perugia se ne sia accorta è evidente e che la sinistra debba fare qualcosa pure. Può farlo scegliendo tra i rimaneggiamenti oppure dandosi una svolta seria, giovane e pulita che fa basta con le cricche. Se il pd ce le ha le tiri fuori… le forze.
    Il passo indietro di Boccali lascia altri allo scoperto e non consente di indicare in lui il solo responsabile della disfatta.

  • Mariannunziata

    Sottoscrivo la riflessione di Maria Angela e credo di non essere l’unica a pensare come lei.

  • Lo abbiamo detto con parole diverse ma diciamo più o meno la stessa cosa, io l’ho detta così: “Assistere alla chiusura di una pagina di tal tipo, pur consapevoli di essere alla fine di un racconto e pensare di andare avanti con rimaneggiamenti di segreteria funzionali magari alla corretta gestione delle candidature perugine al consiglio regionale per il 2015 ha proprio, a mio giudizio, il suono allegro e disperato dell’orchestra del Titanic.”. L’arroganza per eccesso di convinzione ha una negatività temperata a mio parere e quindi va giudicata solo per gli effetti ma non riguardo alle cause

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