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Ponte d’Oddi, presidio interforze si può fare in pochissimo tempo attivando il “Patto per Perugia sicura”

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Dopo il trasloco dei Carabinieri da Ponte d’Oddi il Comune faccia in fretta

Piena collaborazione e “con un senso di comunità cittadina” come dice il Sindaco Romizi ma niente scherzi sulla scelta di Ponte d’Oddi quale sede del presidio di sicurezza.

La mobilitazione cittadina era giusta e fu ascoltata dall’amministrazione in logica bipartisan (all’assemblea insieme a me parlò anche Laffranco che aveva fatto addirittura una interrogazione parlamentare in merito).

Il ruolo della Caserma fu giudicato da tutti decisivo per la soluzione dei problemi di sicurezza storici di Ponte d’Oddi e la preoccupazione di un drammatico ritorno indietro era ed è legittima e sentita;

Senza quindi voler agitare i recentissimi eventi di cronaca che possono per ora essere considerati indipendenti dal trasloco è tuttavia chiaro che quando c’è in ballo la sicurezza dei cittadini le paure non possono essere accese o spente con l’interruttore come una lampadina.

L’avamposto interforze era ben più di una idea o di un impegno verbale ma un accordo con Carabinieri e Provincia di Perugia in attuazione del patto per la sicurezza già in vigore ed era previsto quanto segue:

– il comandante dei carabinieri in sala rossa di fronte a tutte le associazioni di quartiere convocate dal Sindaco, motivando le ragioni del trasferimento si impegnò a mettere a disposizione un agente in loco per raccogliere le denunce;

– il Comune avrebbe spostato la sede dei vigili urbani di elce a Ponte d’Oddi in un locale a scelta fra diversi identificati a partire dalla stessa caserma attualmente libera ovviamente rinegoziando il canone;

– il Presidente della Provincia avrebbe messo a disposizione i mezzi e gli agenti per integrare l’organico delle guardie comunali e consentire la turnazione degli agenti per coprire gli orari fino a sera e per poter fare anche presidio esterno;

– l’avamposto avrebbe anche previsto un ufficio per le associazioni.

Tutta la collaborazione del mondo per aiutare l’amministrazione a ricostruire i termini degli impegni e fornire gli elementi di conoscenza necessari, qualora fossero ritenuti utili, per praticare questo tipo di soluzione che può essere messa in campo in tempi celeri e con costi relativamente contenuti, stante il valore sociale di cui stiamo parlando e che coinvolge un’area molto grande e densamente abitata della città.

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