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Scuola digitale: alla festa nazionale Scuola e università si è parlato di lettura di domani. Perchè non oggi?

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Viviamo in una società dove nessuna legge proibisce di guadagnare denaro diffondendo ignoranza o, in qualche caso, stupidità.” Tom Hanks  

In Italia per quasi venti anni ha governato il più grande venditore di ignoranza del mondo conosciuto ….

La presentazione, con la relatrice on. Flavia Nardelli, della legge sulla “diffusione del libro e la promozione della lettura” è stata l’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte dell’editoria digitale, sull’emergenza lettura nel nostro paese e specialmente nella nostra regione, e sui ritardi del sistema editoriale italiano e i rischi a cui si espone.

Va subito valutato con ottimismo il fatto che, seppur fra le mille difficoltà, ora si può parlare di questi temi con la prospettiva che le proposte vengano recepite dal legislatore, cosa che fino ai governi precedenti era una pia illusione e si discuteva sul niente.

La Nardelli nel presentare la legge ha parlato di forti contrasti fra le rappresentanze di tutti i soggetti coinvolti e fra i diversi livelli locali e nazionali delle categorie stesse, in sostanza una specie di guerra di tutti contro tutti e questo a mio giudizio è un fattore di grossa conservazione dell’intero sistema.

La litigiosità è tanto più illogica perché si parla di un settore in forte depressione e pertanto gli interessi contrapposti lottano per le briciole di un mercato ormai vuoto.

Nella realtà è evidente ai più come il libro cartaceo sia il formato che garantisce il sostanziale oligopolio dei grandi editori che sono gli unici che riescono a tenere livelli di prezzi (e di sconti) competitivi soprattutto nei periodi dell’anno più fecondi per le vendite.

Nel sottolineare l’importanza della legge credo serva tuttavia più coraggio per rompere le incrostazione di un mercato ormai alla frutta dedito più a vendere carta che non cultura e aprire senza indugio al formato digitale che consenta invece lo sviluppo di una concorrenza basata sulla qualità e sull’appeal dei contenuti delle pubblicazioni.

Molto spesso i piccoli editori (che in questo quadro si spengono) sono il baluardo di una cultura locale che sostiene la storia delle comunità, dei monumenti, delle tradizioni, delle ricette che hanno una notevole attrazione in questi tempi di cultura globale distante e distratta con i cittadini e con i potenziali lettori.

Parlare di qualità nelle pubblicazioni digitali non si limita poi soltanto al contenuto (fondamentale), non solo al formato o alla grafica o alla leggibilità.

Lettura digitale oggi significa apertura agli spazi della crossmedialità che misura la qualità sulla capacità di progettare specifiche app in grado di fornire una esperienza multi sensoriale e multi livello coinvolgendo diverse forme espressive come il godimento testuale, la forza della rappresentazione del teatro o della danza ovvero la grande capacità evocativa del mondo dell’animazione illustrata.

La scuola è fortemente interessata da questa rivoluzione destinata a cambiare il modo di leggere, di scrivere e di pensare e promuovere la cultura.

Lo è sia per l’aspetto diretto dei milioni di studenti che coinvolge sia per la domanda (in senso economico) che essa può scatenare qualora si decida di investire in produzioni tecnologico-culturali del tutto alla nostra portata che potrebbero davvero scatenare una nuova economia della conoscenza coinvolgendo il meglio dei progettisti software, della conoscenza, della industria creativa perchè l’Italia torni a essere fabbrica di cultura.

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