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“Avanti Perugia ultradigitale ma riempitela di contenuti”

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perugiaultradigitaleCentralCom: Molto rumore per nulla?

Avanti tutta sulla Perugia ultra digitale
Il comune di Perugia dopo la fuga in avanti, in odor di danno erariale e dopo le dimissioni lampo dell’assessore, ha usato il metro del buon senso, categoria dell’intelligenza fra le più utili per gli amministratori.
Speriamo che passata la tempesta ci sia spazio per la festa e che il tutto non si sgonfi in un nulla di fatto perché la Perugia digitale interessa tutti.

Su questo tema servono convergenze dati i ritardi accumulati, perciò avanti tutta combinando protagonismo cittadino e ruolo nei consorzi regionali.

Perugia ultra digitale è per ora uno slogan elettorale, di certo capace di far sognare i giovani e tutti coloro che vedono nello spazio virtuale una opportunità di ricchezza economica, relazionale e culturale.

Quali siano tuttavia i progetti reali e le concrete forme finanziarie e tecniche con cui il comune voglia realizzare questo slogan non è ancora dato saperlo ma vale la pena di farsi qualche domanda e circoscrivere il campo, stanti le risorse pubbliche scarne e la carente disponibilità a investire che questa lunga crisi ha generato nel privato.

Perugia esprime un tessuto urbano ricco di energie e di competenze tecnologiche, che annovera fra l’altro esperienze universitarie di livello internazionale con stretti e frequenti relazioni con realtà emergenti come la Cina e Hong Kong, oltre a diverse realtà ben posizionate sui mercati nazionali e non solo, che da noi faticano però a trovare una platea riconoscente.

Un dato di fatto è che Centralcom un lavoro lo ha fatto, in alcune città esso è già visibile, in realtà come Perugia il lavoro è stato più sotterraneo e quindi scarsamente percepibile dai cittadini e dagli operatori; questo ha fornito il destro alla nuova amministrazione per presentarsi con un ambizioso programma di investimento in materia.

Una prima domanda da porre al comune tuttavia potrebbe essere la seguente: Perugia ultra digitale è solo più banda per tutti o si parla anche di servizi al cittadino, applicazioni per la mobilità, per l’accesso e la trasparenza amministrativa, per la cultura e per le scuole?
Si parte dal presupposto che in Italia c’è scarsa richiesta di servizi digitali da parte dei cittadini e che questa scarsità ha sin qui orientato la Telecom a non investire sulla banda ultra larga ma così è un cane che si morde la coda.

Solo aumentando l’offerta di banda si stimolerà la domanda di servizi, tuttavia sperare che aumentare la dotazione casalinga dei cittadini possa influire sullo sviluppo dei servizi è una pia illusione.

Meglio sarebbe guardare con attenzione alle realtà cittadine dove risiedono i punti nodali che oggi avrebbero bisogno di servizi, aiutarli a superare i vari livelli di digital divide e innescare così un circolo virtuoso di domanda pubblica e privata di servizi creando business e qualità di offerta per il cittadino.

Un primo novero di interventi potrebbe essere orientato a:
Aree industriali: non c’è solo S.Andrea delle fratte su cui si è concentrata giustamente Centralcom, ci sono a Perugia altre aree industriali in cui manca del tutto connettività;

Scuole: sono il luogo in cui crescono e si formano i nativi digitali l’uso sistematico e crescente della LIM nella didattica ha trasformato le scuole in veri e propri Power User di banda e servizi digitali, sarebbe giusto intervenire a supporto della fornitura esistente per aiutare attività e progetti di sviluppo mettendo a rete e favorendo il riuso delle buone prassi delle scuole della città.
Università per stranieri: connettere e mettere a rete a livello cittadino le competenze linguistiche e non solo degli studenti stranieri sostenendo la progettazione di master di secondo livello finalizzati a promuovere il brand Umbria nel mondo;

Luoghi della cultura: musei, centri creativi, teatri e spazi culturali del contemporaneo e di rappresentazione di spettacolo dal vivo pubblico e privato possono diventare veri e propri centri di produzione digitali.
La Rocca Paolina che ora è stata recentemente connessa dovrebbe essere dotata di applicazioni di carattere storico e artistico per accenderla di contenuti così che una innovativa chiave di rilettura digitale della città possa fornire allo studente e al turista e più in generale agli amanti di Perugia una mappa di contenuti per orientarsi nel tempo e nello spazio visitando Perugia.

Allo scopo di attuare queste funzioni eviterei di creare una azienda partecipata, come paventato. Esperienze del genere si sono già viste a Perugia con risultati non brillanti e oggi non c’è nemmeno la bolla finanziaria che più di dieci anni fa spinse tante città a dotarsi di una azienda ad hoc con risultati ovunque insoddisfacenti.

La regione Umbria si è distinta per aver operato una profonda revisione e riorganizzazione dei servizi tecnologici; sarebbe perciò da evitare che i nuovi finanziamenti della agenda urbana producano nuovi costosi orpelli piuttosto che risultati concreti per il cittadino e per le imprese.

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