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Youth – le conseguenze dell’amore questa volta ridanno la vita

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Sorrentino torna in Svizzera per raccontare ancora una volta Le conseguenze dell’amore.

L’apatico Fred Ballinger (Michael Caine) vive di ricordi confinato da se stesso in Svizzera proprio come Titta (Tony Servillo) costretto dalla mafia all’esilio.

In entrambi i corpi dei protagonisti esplode l’amore tutto di un tratto a cambiare il corso della vita e del futuro.

La fine di Titta ha il colore nero del cemento che cala davanti ai suoi occhi, mentre l’ultimo concerto di Fred ha negli occhi il bianco del mare infinito latte della Cecità di Saramago in cui l’orchestra sembra galleggiare nel finale.

Nel bianco però deflagra a un tratto il rosso della bocca e di un abito di amore, che riesplode per conseguenza della morte dell’amico Mick Boyle (Harvey Keitel) che si uccide buttandosi già da un paesaggio mozzafiato che si godeva dal balcone perché si scopre ormai incapace di capire il futuro; futuro intuito invece con sensibilità tutta popolana dalla “sua” attrice Brenda Morel (Jane Fonda).

Fred che in una scena fantastica dirige lo spettacolo dei suoni e delle immagini della natura con i suoi ritmi, con gesti semplici ed esperti delle mani, si convince di accettare di dirigere per l’ultima volta una orchestra davanti alla Regina di Inghilterra.

Dopo essersi più volte negato per la volontà di trattenere dentro di sé le emozioni e le passioni di una vita, Fred capisce che l’amore che la sua musica aveva evocato è una forza in sé, che è una componente della vita e non può restare rinchiuso nei corpi che nella vita terrena l’avevano impersonato.

Dopo La grande bellezza serviva un miracolo per non deludere; io di miracoli non so ma qualcosa di straordinario è successo.

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